Il forte di Tenna
Edificato tra il 1880 e il 1882 quale elemento di difesa orientale della città di Trento, la struttura fortificata aveva quattro livelli di cui uno sotterraneo; costruito in pietrame, per esso non era previsto alcun camuffamento per nasconderlo al nemico. Come le camerate che potevano ospitare una guarnigione di più di 200 persone, le artiglierie erano ai piani superiori: due erano rivolte verso Caldonazzo, quattro verso est a coprire l’accesso della Valsugana e le restanti due verso il Colle delle Benne, al di là del lago di Levico.
Ma fin da subito la struttura apparve inadatta allo scopo per il quale era stata costruita. Così, poco prima dello scoppio della guerra con l’Italia, il Genio Militare provvide a spostare le artiglierie del forte verso la punta del colle, in prossimità dell’antica chiesa di San Valentino. Dal forte si continuò comunque a svolgere un’intensa attività di osservazione e di collegamento tra il forte di Vezzena e il comando militare di Trento.
Finita la guerra, come tutte le altre strutture militari austriache il forte passo all’Italia quale bottino di guerra. Dismesso dal Demanio Militare nel 1931, passò di mano in mano a privati fino ad arrivare in proprietà al comune di Tenna. Nei decenni il complesso edificio fu utilizzato nei modi più strani: divenne una miniera per chi raccoglieva metalli (sono state asportate anche le tre cupole corazzate degli osservatori), poi deposito di legname, quindi stalla e infine palestra per le arrampicate dei Vigili del Fuoco.
Ridotto a rudere, nel 2009 il forte divenne oggetto di un interessante programma di recupero e restauro, opere che sabato 18 saranno presentate al pubblico da Cinzia Broll, progettista e direttore dei lavori al forte, da Nicola Fontana, ricercatore del Museo della Guerra di Rovereto, e da Sandro Flaim della Soprintendenza per i Beni architettonici della Provincia di Trento.
Per il programma del 18 agosto si veda alla pagina
http://comune.tenna.tn.it/sites/default/files/Invito%20restauro%20Forte%20di%20Tenna.pdf
Nirvana Martinelli
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