Il cambiamento climatico colpisce ancora
La ricerca archeologica e geologica ha ricostruito il paesaggio in cui si è sviluppata questa civiltà e ha scoperto che era sorta attorno a ricco un e fertile fiume che ora non esiste più, il Sarasvati. La vasta area oggi desertica che dall'Afghanistan arriva fino alla baia del Bengala seguiva all'epoca il corso di questo mitologico corso d'acqua, che offriva un territorio fertile non solo per l'agricoltura, ma anche per la cultura. Scoperta negli anni Venti, 5200 anni fa la civiltà harappana viveva in città organizzate e moderne, dotate di sistemi idrici e di un'articolata vita sociale, e al culmine del suo splendore rappresentava, secondo gli studiosi, il 10% della popolazione mondiale.
Come è possibile che una civiltà così evoluta sia sparita nel nulla? La ricerca internazionale che è stata svolta dal geofisico Liviu Giosan e colleghi tra il 2003 e il 2008 farebbe ricadere la colpa su un problema tanto ancestrale quanto contemporaneo: il cambiamento climatico. Attraverso l'analisi geologica e topografica i rercatori hanno ricostruito la storia di quel territorio, e hanno scoperto che, mentre il fiume si asciugava, la civiltà harappana gradualmente spariva. Il Sarasvati, come racconta la mitologia induista, si prosciugò veramente, ma non a causa della volontà divina, bensì per un drastico calo del numero di monsoni, fenomeno connesso con una nuova era climatica, più secca e meno piovosa.
Crediti immagine: isa_adsr
Titolo del paper in uscita: “Fluvial landscapes of the Harappan civilization” by Liviu Giosan et al. PNAS, 2012
Link press release: http://www.eurekalert.org/pub_releases/2012-05/whoi-ccl052312.php
Elisa Corni
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