Valsugana, Peer education per comunicare con i giovani
L'adolesecenza è un età molto delicata, e spesso gli adulti hanno difficoltà a comunicare con i ragazzi.
Proprio partendo da questo problema la Comunità di Valle ha usato in questi anni un nuovo strumento, la peer education, che permette a più generazioni di incontrarsi, in maniera diversa.
"Insieme si può fare: adolescenti e comunità alle prese con scelte che fanno crescere" è un progetto promosso dal Tavolo di Lavoro interistituzionale "Comunità che promuove benessere" della Comunità Valsugana e Tesino, con l'intento di sostenere il benessere e la consapevolezza delle proprie scelte di vita, attraverso l'educazione tra pari.
"In questi sette anni di attività, i membri del Tavolo (operatori sociali e sanitari, scuole, Forze dell'Ordine, associazioni, genitori, giovani) si sono interrogati a lungo sulle modalità di dialogo tra il mondo adulto e quello giovanile, trovando nella peer education, proposta dall'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (Servizio di Educazione e Promozione alla Salute e Servizio di Alcologia del Distretto Est Bassa Valsugana e Tesino)", spiega Maria Angela Zadra, responsabile dei Servizi sociali, "la risposta ideale ad un nuovo modo di rapportarsi con gli adolescenti".
Nel progetto, iniziato nell'autunno del 2010 e proseguito per due anni scolastici, sono stati coinvolti attivamente nel ruolo di peer educator, una quarantina di ragazzi e ragazze dell'Istituto d'Istruzione A. Degasperi e del Centro di Formazione Professionale ENAIP di Borgo Valsugana, tra i 16 e 19 anni, ed una ventina di adulti significativi, in qualità di tutor.
"Dopo un periodo di formazione e progettazione specifica, i giovani sono entrati nelle classi terze medie e terze superiori delle cinque scuole del territorio, anche grazie al sostegno dei tutor, incontrando circa 700 coetanei. Con loro si sono confrontati su temi quali la vita socio-affettiva ed emotiva, la sfera della sessualità, l'utilizzo di sostanze stupefacenti, nella consapevolezza che, proporzionalmente alle proprie conoscenze ognuno è responsabile delle proprie scelte, proponendo modelli possibili e alternativi, lontani e diversi dallo stereotipo del "giovane deviato", troppo spesso presente nella mentalità e nella cultura attuale."
L'iniziativa ha riscosso un notevole successo,sia in ambito scolastico, che nei contesti della sensibilizzazione territoriale, dove è stata siglata una forte collaborazione con la Croce Rossa Italiana Sezione Giovanile e l'AVIS, entrambe della Bassa Valsugana, e con l'AnlAids, in occasione della giornata nazionale per la prevenzione dell'AIDS.
Al termine di questo primo biennio è stato organizzato, grazie all'impegno dell'Associazione Club Alcologici Territoriali, un evento finale dal titolo "PeEr un viaggio verso casa mia" che si è tenuto Sabato 12 maggio presso il Palalevico e che ha visto i peer protagonisti del loro percorso con una rappresentazione teatrale dal titolo "NOI EMOZIONI" dove i ragazzi hanno espresso attraverso l'interpretazione delle emozioni, che spesso sono in conflitto tra ciò che suggerisce la testa e ciò che suggerisce il cuore, mettendosi in gioco sul loro percorso di peer education con il sostegno dei tutor. Finalmente si sente parlare dei giovani come di protagonisti positivi nella nostra Comunità convinti che questo sia lo strumento adatto per far avvicinare due mondi apparentemente lontani ma con così tante cose in comune.
Silvia Fattore
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